27 ottobre 2010

Intervista a DEM

dem + blu leoncavallo milano

Da cosa deriva il nome “DEM”?
Dal mio lato oscuro, demente o demonio che esso sia.

Quando e cosa ti ha spinto a iniziare a dipingere? Che tipo di influenze hai subito?
Nel 1990 a dipingere sui muri con gli spray dopo che avevo visto una rivista di skateboard e snowboard dove c’erano delle foto di graffiti. Ho sempre girato parecchio, cercando di vedere più cose possibili, di conoscere e venire a contatto con gente e situazioni totalmente differenti, informandomi e approfondendo la mia conoscenza su qualsiasi cosa mi destasse interesse.

Il writing per te dovrebbe comunicare qualcosa?
Visti i tempi che corrono, sarebbe meglio se si riuscisse a dire qualcosa in più, però i graffiti sono nati così e se cambiassero modo di comunicare non sarebbero più la stessa cosa, comunque i colori e le forme comunicano qualcosa già da soli e gli atti vandalici pure.

dem svizzera

Potresti descrivere la scena “underground” dei tuoi inizi? Quali erano i suoi principali protagonisti e come è cambiata in questi anni? Pensi che un giovane artista abbia spazio per farsi conoscere?
C’era pochissimo, nessuno dipingeva dove abito io, solo per trovare degli spray come le talken dovevi farti 20 minuti di treno, sbavavi su Alleanza Latina (la prima fanzine di graffiti d’italia) per vedere dei pezzi fotocopiati male e di treni dipinti ne giravano pochissimi. Dove stavo io c’erano Rok, Ryal e Eron che per un periodo stava li vicino e quando andavo a trovare i miei nonni a Vicenza andavo a vedere le hall of fame dove dipingevano Skah, Nex-1k, Dextone e Onis. Ora è tutto diverso, è facile avere gli spray, le riviste e andare alle jam però mi pare che in pochissimi abbiano un loro stile personale, all’epoca non c’era tanto la possibilità di scopiazzare dalle fanzine, se uno dipingeva lo faceva perchè ci credeva, quasi tutti facevano le cose con la propria testa, cercavano di sviluppare stili propri e quindi diversi e molti non smettevano di farlo dopo due anni. Circa l’arte più in generale, oggi è dura (ma penso che sia sempre stato così), se uno ha la volontà di andare avanti, di girare per conoscere e farsi conoscere, e la forza di non smettere mai di “giocare” e di divertirsi mentre crea, secondo me ci riesce!

Cosa accade nella strade della tua city? Tu cosa ci vedi?
Non abito in città ma in un paese di 15.000 persone, una zona piatta e umida, vedo singoli individui che pensano ognuno agli affari propri, con la nebbia che gli ha preso prima il cuore e poi il cervello.

E ancora, com’è cambiata la tua città negli anni dal punto di vista artistico e sociale?
Sinceramente è cambiato poco, di artistico non c’è mai stato granchè, di sociale non ci sono manco più le feste di paese, immaginati il resto.

Un dipinto, un film o un libro che hanno cambiato il tuo modo di vedere le cose.
Un libro “L’isola del Tonal” di Carlos Castaneda. Per gli altri due ti dico i primi che mi vengono in mente visto che se mi metto a pensarci sto qua due ore tranquillamente… film “Gummo” di Harmony Korine, un quadro “Guernica” di Pablo Picasso visto che fin da piccolo i miei genitori ne avevano una stampa in casa loro.

Che tipo di tecnica utilizzi nel realizzare i tuoi lavori?
Su muro quasi esclusivamente vernice al quarzo!

Quanto e perché conta nel writing il fattore illegalità?
Conta come la voglia di sfogarsi contro questa società di oggi e perchè l’adrenalina spesso crea dipendenza.

dem rotterdam

Sei mai stato “beccato” mentre dipingevi?
Preso solo una volta ma mi è letteralmente “andata di culo”, poi son scappato altre volte.
Polizei no comment.

Da qualche tempo assistiamo a un processo di “legalizzazione” per quanto riguarda il fenomeno writing. Che cosa ne pensi?
Avere dei muri colorati in generale cambia gli standard di grigiume architettonico a cui siamo abituati in italia, alla gente piacciono di più e cosi si migliora un poco la loro vita e le istituzioni hanno capito queste cose. Poi penso che al solito “legalizzano” le cose nei modi e nei tempi in cui fa loro comodo e che senza una vera riqualificazione sociale molti di questi posti dipinti diventano più belli solo di facciata ma di base rimangono gli stessi luoghi.

A cosa stai lavorando ora? Che progetti hai in mente?
Dei disegni a pennino e china, degli assemblaggi di vari materiali naturali, delle maschere e qualche quadro che nasca in maniera più spontanea. Sto progettando delle installazioni e soprattutto il mio sito.

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