16 ottobre 2008

Intervista a Ozmo

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Quando e perché hai iniziato a dipingere? Che tipo di influenze hai subito?
Nei primi anni novanta ero interessato e mi informavo sulla cultura hip
hop, insieme ai primi pezzi, parecchio marci, intorno al 90-91, qualche anno più tardi intorno al 94 facevamo un bel po’ di treni con fra 32, etnik , altri amici di viareggio e grosseto , qualcuno nel fiorentino, quelli che poi sono diventati i knm nel 96 mi pare a me e a Fra 32 ci ha intervistato AL per i treni stylist che realizzavamo, e da li abbiamo iniziato a essere conosciuti oltre al centro italia. Poi lui ha continuato a fare treni in questi anni ed io essenzialmente arte.

Tu dipingi da molto tempo, ci racconti la scena dei graffiti ai tuoi inizi? Quali erano i suoi principali protagonisti e come è cambiata in questi anni?
In questi anni non saprei dirti, dal 98 ho praticamente smesso di farne per dedicarmi alla pittura ad olio e alle nuove tecnologie (Photoshop, Illustrator, Flash, Html , ecc).
Intorno al 2001, quando mi sono trasferito a Milano, ho riinizato a fare cose che si sono spostate sempre di più verso la street art (ma di adesivi ne avevo messi anche nel 96 a firenze, pisa e lucca) mentre lavoravo con gallerie d’arte come Gionata Gesi. Contemporaneamente uscivamo a dipingere e attacchinare, con Robot Inc (never, 2501), abbominevole , Plank, Bo130, Microbo, la krudality, subito dopo Zibe, Kama , Dubamaro stencil, adesivi e qualche piccolo poster (o grande adesivo..) al tempo eravamo solo noi che facevamo street art in italia, e contro avevamo tutti i writer e ex writer.
Il primo poster in strada con un bastone telescopico lo abbiamo messo io e Abbominevole nel 2003, in Italia non si era mai vista una cosa del genere, Milano è stata un avanguardia come Londra.

Un dipinto, un film o un libro che hanno cambiato il tuo modo di vedere le cose.
Le porte della percezione, La divina commedia, Brazil di Terry Gilliam e Matrix

Che tipo di tecnica utilizzi nel realizzare i tuoi lavori? Qual’è stata l’evoluzione che ha subito fino ad arrivare alla forma attuale? Perché preferisci questa tecnica alle altre? Che tecnica preferisci usare nella realizzazione dei tuoi lavori?
La tecnica dipende dal contesto: ancora uso spray quando realizzo cose in strada, figurative sulle grandi dimensioni (i ritratti di dax e carlo giuliani a milano ad esempio) oppure pennarelli e poster, oppure pennelli. Altri lavori che realizzo per le gallerie sono realizzati a pennarello su pvc, oppure stampati su duratrans montati su dei light box. Un Progetto realizzato per la mostra “Con altri occhi” del 2005
consisteva nella mappatura delle attività illegali della città di Milano in un sito flash: http://www.ozmo.it/mipublicspace/
Non credo che il mezzo faccia l’artista, piuttosto mi piace cambiare e guardarmi intorno.

In che cosa si evolverà il writing, se si evolverà , secondo te? Quali saranno le prospettive future per il writing?
Il writing credo si sia già evoluto in qualcosa che predilige il logo alla tag, comunque il figurativo rispetto al lettering.
Ricordo che nel writing in italia intorno al 95-96 chi faceva figurativo era visto come qualcosa di sfigato, saremo stati 7 o 8 in tutta italia, uguale se usavi altro di diverso dalle bombole (pennarelli o pennelli, come per gli stencil, roba da marci!)

Quanto e perché conta nel writing il fattore illegalità?
Certo che la componente di ribellione e vandalismo che è importante, e fa di questo fenomeno un qualcosa di molto energico. Questo non significa che non esiste writing senza illegalità. Il punto credo sia comunque andare oltre ai limiti, poi ognuno lo interpreta secondo la propria sensibilità e aspirazioni.

Hai da raccontare episodi con la polizia?
Durante il primo throw up a pisa nel sottopasso della stazione di S.Rossore hanno estratto una pistola puntata sgommando con l’auto in stile Miami Vice.
A Berlino nel 2005 son stato in prigione una notte.

Con la storia dell’Expo, a Milano le autorità  si stanno facendo sempre meno tolleranti. E’ vero anche che da qualche tempo si sta assistendo ad un tentativo di sdoganare il fenomeno graffiti-street art. Cosa ne pensi?
Di sicuro negli ultimi anni stanno facendo mostre cani e porci, spuntano gallerie sul filone come funghi e molti personaggi che non ci credevano più stanno sgomitando di brutto sentendosi artisti perché qualcuno li crede tali molto spesso per merito delle opere di altri. Non sono un invasato di street art, ma quanti integralisti a Milano ed in Italia stanno saltando il fosso dopo che hanno subodorato la possibilità di fare cash? L’assurdo è che spesso le tele sono o parodie delle cose in strada ma più brutte, o qualcosa che non regge in confronto alla qualità dell’arte contemporanea che è il mercato nel quale si vorrebbe inserire l’opera (non solo dal punto di vista del mercato ma anche qualitativamente).

Il writing per te dovrebbe comunicare qualcosa?
Credo che il medium ed il contesto sia il messaggio, con tutta la carica sovversiva del caso.
Si raggiungono vaste audience , questa pratica ha grandi potenzialità ma dipende da perché lo fai e con che livello di onestà personale.
Fare tag non mi sembra funzionare più tanto, anche se non per questo rinnego nulla o non riconosco un valore artistico alla ricerca calligrafica e del lettering.
Solo mi sembra troppo chiuso il giro entro cui certe cose vengono apprezzate e se calcoli che magari anche chi ha dato un grande contributo al fenomeno 20 anni fa, se va bene fa gli stessi pezzi uguali e nel peggiore dei casi ha figli e un lavoro tranquillo.

Quali sono le tue aspirazioni future?
Riuscire ad essere la stessa persona in situazioni e con persone differenti. Conoscere me stesso.

Hai qualche consiglio da dare ai lettori di Urbantrash Graffiti e ai giovani che hanno appena iniziato a dipingere?
Guardiamoci intorno, rispettate chi vi sta accanto e mettetevi in discussione per migliorare sempre.
Il vero lavoro viene sempre riconosciuto. Ci sono troppe realtà frammentate che continuano avere un atteggiamento chiuso, non si riconoscono reciprocamente e sprecano molta energia a negare l’altrui esistenza invece di costruire assieme una scena che rappresenti veramente qualcosa che dispieghi un potenziale alto.

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Leggi i commenti (3)

  1. drep1 fb scrive:

    bella…yo questa storia e bella…stupenda….io ho iniziato a fare il writer 3 anni fa se nn mi sbaglio kn il mio migliore amiko tabe…anke se ora abitiamo lontano almeno ci sent via cel e facciamo tag lo stesso….io fin ora nn ne ho avuto esperienze kn la polizia anzi ke ho lasciato 3 tag davanti alla kaserma dei karabinieri prpr vicino kasa mia….be un writer nn si dv rikonoscere sl x i pezzi ke fa ma anke se ci mette anima e kuore…koraggio e riskio km noi…..

  2. Beppe scrive:

    “al tempo eravamo solo noi che facevamo street art in italia”

    A milano eravate solo voi…

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